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Perugia

L’antica città etrusca, diventata poi l’ “Augusta Perusia” dei Romani, riflette ancora oggi il suo severo aspetto duecentesco, con vie piccole e strette che s’intrecciano, convergendo al Palazzo dei Priori. Il centro tipicamente medioevale costituito dall’imponente Corso Vannucci permette di scorgere il vecchio ed il nuovo mondo, la frenetica vita moderna mescolata all’antica Cattedrale e alla splendida fontana della Piazza IV Novembre. Questo severo corso termina con i Giardini Carducci, dai quali possiamo scorgere il tipico paesaggio umbro, che con i suoi colori, i suoi odori ed i suoi rumori ameni dona un’insolita aurea di tranquillità e protezione.Numerose opere d’arte sono contenute nella Galleria Nazionale dell’Umbria situata proprio al Palazzo dei Priori, tra gli artisti esposti vi sono il famoso Piero Vannucci detto Il Perugino, Benozzo Gozzoli, Piero della Francesca, i fratelli Pisano e moltissimi altri.Negli ultimi anni il capoluogo umbro viene associato a due importanti manifestazioni, la più conosciuta e radicata nella città è Umbria Jazz, festival musicale estivo che porta a Perugia le giovani promesse e le vecchie glorie del blues e del jazz. Nata più tardi ma non meno affermata è Eurochocolate, la festa del cioccolato che si svolge nella città nel mese di ottobre, la quale richiama numerosi turisti da tutta europa per le sue statue di cioccolato e altri eventi a lei collegati.

Todi

Solitamente l’Umbria viene connessa al verde, alla campagna, alla tranquillità, alle tradizioni popolari e Todi, dall’alto del suo colle rappresenta tutto ciò fino in fondo, l’irrequietezza e le moderne aspirazioni non hanno toccato il primordiale istinto del piccolo borgo ed i suoi abitanti.Questa terra che diede i natali a Jacopone, che vide passare e soffermarsi Garibaldi, non ha nulla da invidiare alle città umbre come Foligno, Orvieto, Terni, Spoleto in quanto proprio nelle sue piccole dimensioni stupisce ed affascina. Ne sono da testimonianza la meravigliosa Piazza del Popolo, dove si affacciano sontuosi e storici palazzi medioevali, primo tra tutti il Palazzo del Capitanio. Fuori dalle sue mura, la piccola città mostra il suo più prezioso gioiello, il tempio della Consolazione, attribuito a Donato Bramante.

Assisi

 

Sulle pendici del Monte Subasio, anch’egli austero ed imponente, si posa la dolce ed eterea Assisi. Le linee delicatamente rigide e perfette presentano ai suoi viasitatori la Rocca, un tempo roccaforte e colonna portante per la sicurezza dello Stato Pontificio, i Palazzi medioevali, candidi e solenni, infine le Chiese, a memoria più che mai di un tempo passato pieno di mistero e sacralità.
La dolce città detiene enormi tesori, ora conosciuti, ora ancora nascosti e segreti, ma primo fra tutti questi beni è il ricordo vivo ed indelebile di San Francesco, patrono d’Italia. Le sue parole e le sue opere sono state tramutate in suggestivi affreschi dai più grandi pittori italiani del milleduecento, basta ricordare Cimabue e Giotto che hanno impreziosito con il loro talento e la loro dedizione alla sua figura la Basilica dedicata al Santo. Questa, costituita da una basilica inferiore ed una superiore, raccoglie e conserva da secoli le reliquie di Francesco, infatti è considerata un importantissimo luogo di culto e di raccolta dei fedeli.

 

 

 

 

 

Un’affascinante strada immersa nel verde che costeggia il lago di Corbara (una lago artificiale, nato dallo sbarramento del fiume Tevere) collega Todi ad Orvieto, indescrivibile città medioevale che sorge su di una rupe di tufo. I secoli hanno solo giovato alla cittadina umbra donandole splendore e mistero.
Il famoso Duomo, il Palazzo dei Papi, la Rocca simboleggiano per la città la sua storia ed i suoi abitanti, illustri o meno, mentre le grotte sotterranee simboleggiano l’anima etrusca più vera e pura, realtà pià antica e misteriosa dell’orvietano con cunicoli, pozzi, gallerie, cisterne dove il tempo si è fermato. La città è il più classico esempio della simbiosi natura-uomo, come infatti si legge nel famoso Pozzo di San Patrizio, uno dei tanti simboli caratteristici della città, “quod natura munimento inviderat industria adiecit” (ciò che la natura aveva negato per la difesa, lo aggiunse l’attività umana).

Orvieto

Realizzato con il contributo dell’Unione Europea - Iniziativa Comunitaria Leader Plus

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